Una doccia bollente

Ho sempre avuto una passione smodata per i cappelli. Quel giorno, mentre io e Cinthia eravamo intente a svuotare il mio armadio per cercare di capire cosa avrei potuto indossare quella sera per l’appuntamento con Simone, mi stavo lentamente rendendo conto di quanti cappelli avessi acquistato nell’arco della mia vita. Era proprio una cosa incontenibile: ogni volta che ne vedevo uno che potesse star bene con il mio stile, lo acquistavo. E così mi ero ritrovata lentamente ad avere una marea di ‘inutili’ cappelli che ormai non facevano che accumularsi tra gli scaffali del mio armadio.

Questo lo indossi ancora?”, mi disse Cinthia indicando una bombetta nera, verniciata, che avevo spesso indossato nelle serate al night club con il mio fidanzato storico, Andrea.

Doccia BollenteOrmai sono secoli che non faccio più quella vita”, risposi un po’ scazzata. Cinthia sorrise, ma dalle sue labbra rosa a forma di cuore si intravedeva una sorta di invidia per tutto ciò che di piacevole avevo fatto.

Cosa si prova a farsi possedere da tre uomini diversi in un solo colpo?”, mi chiese. Sorrisi, mentre un calore irrefrenabile si impossessava del mio fiore, che al solo ricordare iniziava a riempirsi di caldo e dolce nettare profumato, che forse Simone avrebbe pregustato la sera stessa. Ma io non potevo aspettare. Dovevo placare le mie voglie perché non avrei resistito molto a lungo. Così, mentre Cinthia era intenta ad osservare i miei vestiti per consigliarmi l’outfit giusto, mi allontanai dalla stanza da letto, presi l’accappatoio e le dissi che avrei approfittato per farmi una doccia, così magari dopo mi avrebbe potuto aiutare a stirarmi i capelli.

Aprii l’acqua calda, che lentamente iniziò a scendere appannando i vetri e lo specchio del bagno, e mi infilai nella doccia, chiudendomi alle spalle la porticina del box. Infilai un dito nella mia vagina, e sentii subito che era calda e vogliosa, così iniziai a toccarmi e piano piano mi riempivo sempre più copiosamente di nettare, ero lubrificatissima e bagnata, così eccitata che non mi ero resa conto di ansimare molto. Gemevo così tanto che Cinthia dovette sentirmi e bussò alla porta del bagno: “Stai bene?”, mi chiese.

Oh sì…”, le risposi sforzandomi di trattenere un gemito mentre frugavo nella mia vagina e nel frattempo l’altra mano era concentrata sul clitoride. Mi bastò immaginare che Cinthia mi avrebbe potuto scoprire, per venire istantaneamente. Un’esperienza breve ma intensa, che mi preparò a quello che sarebbe successo dopo, con Simone.

Ancora mi chiedo se Cinthia abbia capito qualcosa e, in fondo, un po’ lo spero. Ma questa è un’altra storia…

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