Un freddo pomeriggio in facoltà

Quel pomeriggio all’università faceva molto freddo. I miei studenti – i più ‘coraggiosi’, date le temperature – erano tutti seduti vicini, con il giubbino addosso, e si faceva fatica a rimanere concentrati; inoltre, i rumori del trapano provenienti dall’ala adiacente a quella in cui tenevo lezione non miglioravano certo la situazione.

Decisi così di sospendere la lezione, come avevano già fatto i miei colleghi prima di me. Gli studenti uscirono dall’aula ed ero pronta per rientrare a casa, quando Angelo bussò alla porta: aveva in mano due bicchieri con la cioccolata calda, quella delle macchinette, per intenderci.

Una pausa calda prima di affrontare il gelo che c’è fuori, ti va?”, mi chiese mentre indossavo il cappotto. Angelo era un uomo di mezza età, sposato ma evidentemente molto infelice, per trascorrere quasi tutta la giornata in facoltà. Un docente integerrimo, che sembrava non avere occhi che per le sue ricerche, che non aveva mai dato confidenza a nessuno, oggi mi offriva addirittura la cioccolata. Accettai con un sorriso, lo invitai ad entrare, chiusi la porta e iniziammo a chiacchierare del più e del meno, quando mi accorsi che i suoi occhi si concentravano spesso sulla scollatura del mio maglioncino, fino a scendere giù per le rotondità che appena si vedevano dai miei collant. Volevo vedere fino a che punto Angelo fosse davvero integerrimo, così nonostante il freddo mi tolsi il cappotto ed iniziai a far ‘accidentalmente’ scivolare la mia mano sul seno mentre parlavamo.

Professoressa SexyGuardai in basso e, inumidendomi le labbra, tirai un po’ su la gonna e nel farlo notai che il mio collega si stava eccitando: il suo membro sembrava gonfiarsi nonostante la presenza ingombrante dei pantaloni, così decisi di sferrare il colpo finale e, sorridendo, gli toccai il labbro dicendogli che si era un po’ sporcato di cioccolata.

Ti andrebbe di pulirmi?”, mi disse. Non me lo feci ripetere due volte, sentivo già la mia passera che si stava scaldando alla vista della sua eccitazione, così mi alzai dalla sedia, allargai le gambe e mi sedetti su di lui, facendo premere il suo rigonfiamento contro il mio calore. Lo sentii crescere ancora di più e mentre la mia bocca avida di baci gli succhiava il collo, sbottonai i suoi pantaloni e glielo tirai fuori, notando che era già ben eretto. Mi accovacciai a terra, ed iniziai a succhiarlo con avidità, mentre con una mano lo masturbavo velocemente: sentii un primo fiotto di sperma inondarmi la bocca, mentre la mia passera stava scalpitando tra gli slip.

Mi alzai, mi ripulii leccando il suo seme, e mi tolsi il maglioncino, facendo svettare il mio seno contro il suo viso: Angelo iniziò a leccare e succhiare i miei capezzoli, mentre una mano si faceva strada tra gli slip scoprendo una passera intrisa di umori e pronta per essere penetrata.

Nel frattempo anche lui si era eccitato di nuovo: il suo pene eretto era già pronto per entrare nel mio ingresso umido, così lo feci scivolare dentro di me e portammo avanti il nostro amplesso, in quella posizione, per qualche minuto. I nostri gemiti e rantoli di piacere erano incontrollabili, ma fortunatamente i rumori del trapano coprivano ogni gemito, finché con un urlo carico di voglia ebbi un orgasmo indimenticabile, ed Angelo, sentendo la mia passera contrarsi, ebbe una nuova eiaculazione, questa volta dentro di me.

Federica A.

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