Sesso con Luca durante le lezioni in privato

Ero parecchio indietro con gli esami universitari ed ovviamente la situazione si faceva sempre più difficile: i miei genitori spingevano affinché prendessi la laurea, anche con voti non propriamente ottimali ma io sentivo dentro di me un blocco che non mi faceva avere più alcuna voglia di studiare. Decisi così di contattare Luca, uno dei ragazzi più bravi del mio corso, per chiedergli qualche lezione privata, non tanto sugli argomenti quanto sulle modalità di studio che io sembravo ormai avere dimenticato.

Luca arrivò a casa mia puntuale: era un ragazzo che rispettava molto gli orari e non esitò a dirmi che forse anche questa sua precisione lo aveva aiutato ad essere al passo con i tempi. Mi promise che mi avrebbe aiutato a trovare il metodo giusto: ma più lui parlava, di fronte ad un fumante caffè, più io lo osservavo e mi lasciavo prendere dalla voglia di farlo mio. Ero una ragazza molto appassionata di sesso, ed in effetti Luca mi sembrava un bocconcino molto appetitoso, a cui non avevo pensato nel corso dei miei anni all’università.

sesso con lucaMi alzai dalla sedia, fingendo di dover prendere un libro; mi recai verso la libreria e sollevai più che potevo la mia gonna facendo finta che essa si fosse aggrappata ad uno dei libri che avevo in quella libreria. Mi abbassavo e mi sollevavo come se stessi cercando un testo universitario, ma nello stesso tempo cercavo di farlo eccitare attraverso il vedo-non-vedo, che sapevo avrebbe funzionato alla perfezione. Luca mi guardava, ogni tanto inumidendo la sua bocca con la lingua, segno che ero diventata irresistibile per lui: guardai verso il suo pacco e notai che si era eccitato, mentre Luca, visibilmente voglioso di farmi sua, mi chiese scusa, con il volto un po’ imbarazzato.

Mi avvicinai verso di lui, mi sedetti con la gambe aperte sul suo pacco, e gli dissi che in effetti lo avevo provocato proprio per capire se avesse desiderato penetrarmi: volevo a tutti i costi essere aperta da lui. Luca non se lo fece ripetere un attimo, e con il volto arrossato per l’emozione e l’eccitazione, mi tolse la maglietta, slacciò il mio reggiseno ed iniziò a leccarmi voluttuosamente i capezzoli, di tanto in tanto stringendoli tra le dita per farli inturgidire ancora di più. Io mi muovevo sopra di lui, in un petting coperto ma ugualmente eccitante, ma la mia sorpresa fu grande quando, mentre Luca mi leccava e stringeva il seno, scoppiai in un orgasmo profondo e intenso, sebbene Luca non mi avesse ancora toccato la passera già umida e pulsante…

Mi ero vergognata un pò di questa defaillance, ma Luca, visibilmente ancora eccitato, mi disse che quel mio orgasmo, avuto in quel modo, lo aveva fatto eccitare ancora di più. Mi alzai, lo lasciai seduto sulla sedia, gli abbassai i pantaloni e liberai dalle mutande il suo membro giù svettante: osservai il suo glande, umido e grosso, un po’ più grosso rispetto all’asta, e pensai che le sue dimensioni, tutto sommato, non erano per nulla deludenti. Toccai i testicoli, sapendo che quella zona intima viene spesso dimenticata dalle donne, e lo vidi già ruotare la testa all’indietro, ansimando leggermente.

Lo presi alla sprovvista: mi chinai sul suo pene e lo iniziai a leccare avidamente, sapendo che gli sarebbe piaciuto tantissimo essere preso così, senza nemmeno accorgersene.
Luca iniziò a muoversi, muovendo il bacino verso la mia bocca e simulando così un rapporto intimo con essa: in un attimo, il suo strumento del piacere diventava sempre più eretto e gonfio, e sentendolo pulsare sul mio palato capii che di lì a poco, Luca mi avrebbe senza dubbio inondata. Allora mi alzai, non volevo che venisse così, dentro la mia bocca, almeno non la prima volta.
Lo feci spogliare del tutto, mi tolsi anch’io la maglietta e la gonna, e mi misi di nuovo su di lui, che questa volta prese il controllo della situazione e tenendo i miei fianchi per le mani, mi guidò verso la sua asta che entrò comodamente e quasi scivolando dentro di me.

Sentii un suo gemito sommesso, ma anche io, percependo quelle dimensioni così grandi di Luca in me, non potevo fare a meno di essere eccitatissima ed ansimai anche io. Le nostre lingue si incrociavano in una danza gioiosa, mentre Luca, tenendomi per i fianchi, mi faceva allargare ancora di più le cosce, quasi come se volesse aprirmi in due come una mela. I miei umori ormai carichi grondavano dalla mia passera vogliosa giù fino alle cosce, e si mescolavano con i liquidi di Luca, che continuava a spingere e muoversi con foga e con forza dentro di me. Mi sentivo quasi aprire mentre lui, di tanto in tanto, chinava la testa sul mio seno e mi mordicchiava i capezzoli, stimolando quella leggera sensazione di dolore che mi fece letteralmente esplodere.
Sentii che Luca stava per venire, grazie ai suoi gemiti più intensi ed al suo pulsante pene che si muoveva in me: esplose in un liberatorio gemito rauco, degno della sua virilità nascosta, e dentro di me il suo seme caldo venne liberato, facendomi a mia volta venire, urlando ed ansimando…

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