Il mio gioco con il professore di biochimica

Il professor Mari era venuto violentemente, sporcandomi la mano ed il braccio del suo sperma: il suo viso era paonazzo, ma dalla sua espressione capii che desiderava ancora penetrarmi, cosa che gli avevo negato con la scusa della ‘scommessa’, perché in effetti volevo portarmelo a letto nella comodità di casa mia, visto che avevo capito che aveva un bel potenziale e che andava solo migliorato.

Così, lo salutai velocemente dicendogli che mi ero ricordata di un appuntamento, e lo lasciai cuocere nel suo brodo per tutto il giorno. Finché, quasi intorno alle 19, non ricevetti un suo sms: “Ho voglia di rifarlo, non resisto. Chiamami.”

gioco con il professoreCe l’avevo in pugno. Mi presi il giusto tempo per fare un bagno caldo, lavai i miei capelli lasciando la chioma lucente e sciolta, misi due gocce di profumo dietro le orecchie, la crema alla vaniglia per il corpo, e indossai un completino intimo rosso, in pizzo, con i merletti bianchi. Decisi di non vestirmi, ma di indossare semplicemente una vestaglia con qualche trasparenza, e lo chiamai, chiedendogli di venire a casa mia appena poteva.

Nel frattempo, misi un rossetto rosso fuoco, il mascara allungaciglia, e attesi che suonasse alla porta. Quando aprii la porta, il suo viso arrossì, non so se per la vergogna di scopare con una che aveva vent’anni meno di lui o se per l’eccitazione che gli avevo provocato.

Lo presi per la cravatta, lo trascinai sul divano, e gli dissi: “Ecco cosa sono le milf italiane, professor Mari. Io non ho l’età ancora per esserlo, ma le milf sono esattamente così. Provocanti, succinte da farti girar la testa e tanto, tanto vogliose della tua asta”.

Il mio docente si eccitò di nuovo, la sua asta divenne eretta e turgida, mentre le sue mani cercarono il laccio della mia vestaglia che cadde sul pavimento, lasciandomi quasi nuda davanti a lui. Volevo ancora comandare io, ma anche la mia eccitazione questa volta era tale da non permettermi di fare la dominatrice, così, appena il docente cercò di infilare la mano nei miei slip, lo lasciai fare.

Iniziò a scavare tra le grandi labbra prima e le piccole labbra poi per trovare il bottoncino del piacere, mentre dal mio ingresso colavano già i primi umori. Così, piena di voglia di essere posseduta, allargai le cosce e lo feci entrare con due dita, che scivolarono avviluppate dalla mia passera bagnata come in prigione: bastò poco a farmi venire, e quando aprii gli occhi, ancora lì, in piedi, vidi che il mio professore si stava masturbando, per godere anche lui. Allora la mia voglia di dominare si fece di nuovo avanti: lo fermai e gli dissi di seguirmi a letto, dove mi feci trovare già nuda nella posizione a 90 gradi.

Eccitato come non mai, il professore prese in mano la sua verga, la masturbò per qualche secondo per farla tornare dura, e me la infilò nella passera, pompando con vigore ed ansimando mentre mi teneva per le natiche. In poco tempo mi inondò di caldo sperma, mentre la mia passera si contrasse di nuovo per ospitare un nuovo, bellissimo, orgasmo.

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