La scopata col professore alla festa di facoltà

Il dottor Kevin Asperger era il docente di anatomia del mio corso. 48 anni, una carriera importante alle spalle in una nota università americana, era il più desiderato della facoltà, ma nessuna osava avvicinarsi a lui: tanto bello quanto severo con le studentesse, il suo piglio polemico infastidiva anche le docenti più anziane, e forse anche per questo suo carattere un po’ burbero non aveva ancora una donna fissa al suo fianco.

Quella sera, alla festa di facoltà, il professore era tra i pochi docenti presenti. Ma era evidentemente a disagio: mentre i suoi colleghi si dilettavano a commentare questa o quella studentessa, lui stava un po’ in disparte, sommerso tra i suoi pensieri ed il suo Martini.

Decisi che quello poteva essere il momento giusto per arrivare dove nessuna era mai riuscita: presi due bicchieri di Prosecco e mi avvicinai alla panchina dove era seduto da ormai mezz’ora, offrendogli uno dei due bicchieri. Doveva aver già bevuto un po’, a giudicare dal forte odore che emanavano le sue labbra, ma forse proprio quel momento poteva essere opportuno per farmi possedere da lui, io che avevo desiderato di fare sesso con Kevin sin dalle prime lezioni di anatomia.

Accavallai le gambe ed iniziai a parlargli di alcune ricerche di cui avevo sentito parlare in quei giorni: sapevo che quello poteva essere l’unico argomento di attacco, ma nel frattempo continuavo a sorseggiare delicatamente il prosecco, inumidendomi di tanto in tanto le labbra mentre lo guardavo fisso negli occhi.

Questa sera sembri proprio un’altra”, mi disse sorridendo. Un complimento inatteso, ma evidentemente stava cadendo nella mia rete. “Perché non andiamo nella saletta accanto, stiamo più tranquilli così mi spieghi bene di queste ricerche”, continuò.

la scopata col professoreEra caduto nella rete. Finsi di non capire le sue reali intenzioni, e mi diressi con lui nella saletta. Chiuse la porta, mi fece accomodare sul divanetto, e si sedette accanto a me: “Questa sera sono un po’ brillo”, disse con un sorriso. Si avvicinò alla mia bocca ed iniziò a baciarmi con avidità, mentre con una mano mi sfiorava il seno: presi l’altra mano e la portai alla mia passera già umida: “Chissà se questa la conosce bene, prof…”, gli dissi mentre lo baciavo.

“Qualche reminiscenza – continuò – ma è da un bel po’ che non ne tocco una così grossa, con delle labbra così carnose ed un clitoride così gonfio”. Mentre mi penetrava con due dita, mi chiese di succhiare il suo pene: non me lo feci ripetere due volte. Mi avvicinai al suo membro, lo feci svettare dagli slip e tenendolo fermo con una mano iniziai ad ingoiarlo toccando di tanto in tanto i testicoli che sentivo già pieni della sua voglia.

Quando stava per venire, mi fece mettere a novanta sul divano, e tenendomi dai braccioli aprii le cosce più che potevo per farmi penetrare dal suo membro grosso e completamente eretto: sentii un po’ di dolore all’inizio, ma la mia passera era così vogliosa che in poco tempo lo ingoiò quasi del tutto facendomi provare dei fortissimi sussulti di piacere.

Ero così bagnata che non avrei resistito a lungo, e probabilmente neanche lui. “Posso riempirti?”, mi disse mentre continuava a pompare con foga, facendo entrare ed uscire la sua asta mentre con una mano mi stringeva un seno e con l’altra mi titillava il clitoride.

Feci cenno di sì, ed in pochi secondi sentii la mia passera inondarsi di sperma caldo, mentre il clitoride mi stava pulsando tantissimo: venni anche io nell’arco di poco tempo, sussultando per il forte piacere che mi aveva fatto provare.

Quella sera non mi fermai più alla festa, ero ormai convinta di aver conquistato Kevin: salutai e andai a casa, certa che di lì a breve mi avrebbe richiamata per un altro round…

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