La mia lunga storia di sesso all’università

Ero ormai al mio terzo anno fuori corso e la facoltà di Architettura era diventata la mia seconda casa. La frequentavo sia per seguire le lezioni e sia per conoscere nuovi amici con i quali condividere i tanti aspetti positivi che la vita dà.

Molte discipline mi vedevano impegnata a frequentare le mie lezioni per circa otto ore al giorno ma nei giorni dove questa frequenza non era così eccessiva scambiavo spesso quattro chiacchiere con i colleghi che conoscevo già e con quelli che conoscevo per la prima volta.

Quella vita mi piaceva tanto, per cui non ero affatto interessata a laurearmi per poi affrontare i problemi della vita vera, ma volevo godermi la vita tra feste e aperitivi vissuti con gli amici conosciuti in facoltà.

storia di sessoDa qualche giorno avevo conosciuto, anche se un sito non troppo usuale di cercoincontri, Raimondo, che guarda caso frequentava il primo anno nella mia stessa università ed era uno sbarbatello davvero simpatico ed affascinante.

Spesso rimanevo a scambiare qualche parola con lui, e più lo facevo, più mi accorgevo che avevamo molte cose in comune nonostante lui fosse in maniera evidente più giovane di me. I nostri colloqui mutarono ben presto in un invito a cena che Raimondo mi fece per un venerdì sera: fui contenta di accettare quell’invito e grazie ad lui scoprii nel sushi il mio piatto preferito.

Consumata l’ottima cena, lo sbarbatello si diede da fare a farmi sentire la donna attraente che probabilmente ero: egli portò le sue labbra vicino alle mie e dolcemente le baciò creando in me una dolce eccitazione che solo in pochi erano riusciti a darmi.

Raimondo si era eccitato vistosamente ed io mi ero accorta che la mia passera era diventata molto bagnata e vogliosa di accogliere il suo membro.

Il mio collega slacciò i suoi pantaloni e con prepotenza inserì la sua asta dura dentro la mia bocca: essa la accolse e con grande passione svolse il suo dolce compito, ricevendo come ricompensa il suo delizioso liquido che non esitò ad ingoiare fino all’ultima goccia.

Ma volevo qualcosa in più dal mio Raimondo ed aprendo le mie gambe a lui gli chiesi quasi pregandolo di penetrare la mia vagina calda e aperta: non si fece attendere e rinvigorita la sua mazza, la infilò dentro me andando su e giù.

Andava godendo come un pornoattore: i suoi gemiti contrastavano i miei e quando arrivò all’orgasmo il suo gemito fu più forte ed il suo caldo sperma riempi la mia cavità del piacere.

Fu bello, quella sera, essere penetrata da uno sbarbatello con la virilità di un uomo.

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