In macchina con Cinthia

Quella sera incontrai Cinthia in facoltà.

Scusami devo andare, ti chiamo dopo…”, mi disse correndo, non lasciandomi nemmeno il tempo di chiederle come mai avesse così tanta fretta. Salutai gli altri, e mi diressi verso la macchina. Stavo per aprire lo sportello quando mi sentii chiamare. Era Cinthia. Aveva perso il treno.

Niente ormai il treno è perso”, mi disse.

E adesso come torni a casa?”, risposi.

Mi disse che a qualche isolato da casa mia abitava una sua zia anziana e che quando capitava di fare ritardo o perdere il treno, spesso si fermava a dormire da lei.

Sali – le dissi – ti do un passaggio io!”.

Mentre percorrevamo la statale iniziammo a commentare e confrontarci sugli esami, sui prof, sui colleghi, non tralasciando anche qualche pettegolezzo. Fu quando mi disse che il suo ex l’aveva lasciata per un collega, scoprendo così la sua bisessualità, che mi si accese la lampadina.

Tu come l’hai presa?”, le chiesi. Non mi interessava certo farle quella domanda, ma dalla risposta avrei potuto capire qualcosa in più circa la sua ‘disponibilità’ nei miei confronti: Cinthia mi attraeva da sempre. Ero stata con tanti uomini, e l’idea di andare a letto con una donna non mi aveva mai sfiorata, ma con lei era tutto molto diverso: la sua apparente ingenuità, la cortesia e la disponibilità con cui si rivolgeva sempre a tutti, mi incuriosivano.

Si scostò i capelli e, lambendosi le labbra, mi rispose: “Nulla in contrario, anche io ho avuto qualche debolezza nella vita…”

Sesso in macchinaQuel dire-non dire mi eccitò molto. Non feci in tempo a chiederle cosa intendesse, che la sua mano mi sorprese cercando di addentrarsi tra le mie cosce, che aprii immediatamente. “Mi piacerebbe assaggiarti…”, mi sussurrò all’orecchio mentre accarezzava la mia vagina dai collant, facendomi fremere e sussultare ad ogni piccolo movimento.

Fermai la macchina nella piazzola di sosta, ormai era buio. Allargai le gambe e sospirai. Cinthia infilò la mano tra gli slip, li abbassò e si avvicinò alla mia vagina, iniziando a lambirla con la sua lingua calda. Aprii le gambe ancora di più, godendomi quello spettacolo che immaginavo da tempo e che molte notti avevo sognato, mentre mi divertivo a giocare con la mia passera.

Mentre la lingua circondava il mio clitoride e le mie grandi labbra, intanto, mi masturbava penetrandomi prima con uno, poi con due, infine con tre dita. Aprii un attimo gli occhi e vidi che anche lei si stava masturbando, e nel farlo ansimava, gemeva, si contorceva.

Mmmh”, non potevo non sospirare ed ansimare, mi stava facendo impazzire dal piacere come nessun uomo aveva mai fatto. Mi stava leccando e nel frattempo masturbando, fino a farmi tremare in un orgasmo che sembrò infinito.

Poi, mentre ancora tremavo dal piacere per quello che la sua bocca era riuscita a fare, emise un gemito anche lei, segno che anche per lei era giunto il momento di godere. Tolsi la sua mano dalla passera, e vi infilai due dita, con le quali entravo ed uscivo sempre più velocemente, mentre con l’altra mano mi concentrai sul clitoride, che sentivo sempre più duro e gonfio.

“Vengo…”, sospirò in un rantolo di piacere.

Ci rivestimmo, e la accompagnai da sua zia. Ma quella fu solo il primo di una serie di ‘passaggi’ verso casa.

Manuela P.

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