Le foto sul computer di Carlo

Quella mattina io e Carlo ci eravamo dati appuntamento al dipartimento, nel mio studio, per correggere i test di esonero dei nostri studenti: avremmo dovuto consegnare i risultati di lì a qualche giorno, pertanto approfittammo dello sciopero a cui molti dei colleghi avevano aderito per avere un po’ più di tranquillità.

A quell’ora in dipartimento non c’era nessuno, ma per stare più tranquilli decidemmo comunque di abbassare le tendine dello studio, e chiudere la porta a chiave, così ci saremmo concentrati.

Accendemmo il suo computer, ed iniziammo a correggere i test, discutendo – come spesso facciamo – sugli studenti più o meno meritevoli di quella sessione. Dopo due ore di full immersion, Carlo decise di fare una pausa e si allontanò dalla stanza per andare a prendere due caffè al bar di fronte al dipartimento, mentre io approfittai per fare una telefonata a casa, dicendo ai miei figli che sarei rientrata più tardi e di non aspettarmi per pranzo.

La ragazza eroticaMentre scorrevo la cartella in cui Carlo aveva salvato i test, notai che sul desktop del suo pc c’era una cartella intitolata “Foto amatoriali”, e mi incuriosii molto nel pensare che anche lui, che sembrava un uomo tutto d’un pezzo, potesse avere dei segreti. Ma perché quei segreti li teneva proprio sul desktop del suo computer?

Nel farmi questa domanda, non potei proprio resistere ed aprii la cartella. Fui un po’ sconvolta nel vedere le foto amatoriali che conteneva! In ognuna di queste foto i volti erano oscurati, ma io che conoscevo Carlo sapevo che in quelle immagini c’era anche lui, con il suo corpo nudo ed eccitato, e due donne molto giovani che lo masturbavano. In una immagine c’era anche fotografato un amplesso con una di queste donne: pensai che Carlo doveva essere proprio un uomo dai mille segreti, e che questi segreti li custodiva molto bene.

Ero così assorta nel guardare queste foto che non mi accorsi che Carlo era già entrato nella stanza, esattamente dietro di me. Nell’imbarazzo più totale cercai di emettere qualche sillaba per scusarmi di aver violato la sua privacy, d’altronde non erano fatti miei se il mio collega aveva una vita privata così piena.

E se ti dicessi che ho messo quella cartella lì apposta perché tu la vedessi? È da quando ci siamo dai appuntamento l’altro giorno che ho voglia di te”, mi disse, spiazzandomi completamente.

Certo mi aveva spiazzata, ma se il suo intento era quello di farmi eccitare, ci era riuscito bene, anche perché nel vedere le dimensioni del suo membro non avevo potuto fare a meno di immaginarlo muoversi dentro di me, e questa sensazione mi aveva fatta riempire di umori.

Mi alzai dalla sedia e mi strusciai contro il suo corpo, cercando di sentire un anticipo di quell’erezione che avevo già notato prima. Mi avvinghiai al suo collo e ed iniziai a baciarlo, con una eccitazione sempre più intensa. Lo toccai dai pantaloni per vedere se era pronto, e mi sedetti di nuovo, con le gambe aperte.

Vediamo cosa sai fare…”, risposi. La mia era una chiara provocazione, desideravo che mi leccasse la passera prima di penetrarmi, e il mio collega non se lo face ripetere due volte. Mi tolse gli slip e allargò ancora di più le mie cosce, entrando con la sua lingua direttamente nel mio ingresso umido, mentre con un dito faceva dei gesti circolari intorno al mio clitoride, facendomi impazzire di piacere.

Ansimavo come una gatta in calore, ma volevo godere ancora di più così gli spinsi la testa contro la mia passera facendo in modo che mi succhiasse e mi leccasse con maggiore avidità fino a farmi venire. Il mio orgasmo fu così forte da farmi quasi perdere i sensi, ma Carlo non ne aveva ancora abbastanza. Così come ero seduta, mi prese la testa e me la portò fino al suo membro, per farmelo succhiare: era lui a dare il ritmo, ansimando e gemendo mentre mi teneva la testa e si muoveva dentro la mia bocca che lo ingoiava quasi del tutto.

Mentre mi pompava la bocca, mi disse che era quasi pronto a venire, e mi chiese se poteva venire nella mia passera, visto che la cosa lo eccitava di più. Quella richiesta mi fece eccitare di nuovo così lo spinsi contro il pavimento e mi strusciai addosso a lui, con il seno che premeva contro le sue labbra e la vagina intrisa dei miei umori che si faceva penetrare senza pietà.

Mentre mi succhiava i capezzoli gemendo  di piacere, mi inondò del suo sperma che fiottava caldo nella mia passera, facendomi sentire un piacere immenso.

Prof Anonima

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