Dolce musica per i miei sensi

La musica era la mia passione e durante gli anni che mi videro crescere, i miei genitori non mi fecero mancare lezioni private che riguardavano vari strumenti a corda.

Finalmente arrivò il giorno della mia maggiore età, per cui facemmo una grande festa, e tra i regali ci fu anche quello dei miei che non fu un regalo materiale ma un corso di lezioni di piano sostenute a domicilio da parte di un giovane professore diplomato presso il conservatorio della mia città.

Il pianoforte m’incuriosiva, era uno strumento che non avevo mai suonato e non vedevo l’ora di cominciare le mie lezioni.

Due giorni dopo il mio compleanno, alle ore 17 in punto, il professore suonò alla porta di casa mia: si chiamava Simone e sin da subito mi diede l’impressione di sapere il fatto suo e di sapere mettere a proprio agio i suoi allievi. Simone era un uomo che rasentava i trent’anni e aveva il fascino dell’uomo che non deve chiedere mai.

Le lezioni di piano ebbero inizio e dopo un po’ di teoria mi sedetti a suonare il pianoforte che fino ad allora era stato suonato solo da mio padre. Il professore mi accompagnava poggiando le sue mani sulle mie, per indicarmi la leggerezza con la quale avrei dovuto pigiare quei tasti.

Arrivò il giorno della seconda lezione e questa volta ero sola in casa con il mio professore: Simone era bello e quelle mani che sfioravano le mie, erano dolce musica per i miei sensi.

Mentre suonavo, lui era dietro me: questa volta non seppi resistere e girandomi baciai le sue labbra e con passione appoggiai le mie mani sul suo volto.

Dolce musicaAvevo paura che potesse rifiutarmi: d’altronde, non ero certo una delle ragazze esibizioniste e abbondanti (che puoi trovare su www.figablog.com) che molti uomini apprezzano, ma ero sicuramente molto piacevole d’aspetto. E lui non se lo fece ripetere due volte: iniziò a tastare ogni parte del mio corpo, anche quelle più intime; i miei seni erano la parte preferita che scoprì per prima, assaporandola e rendendone turgidi i capezzoli.

Ci prendemmo così una pausa e portandoci nel lettone dei miei, ci spogliammo integralmente scoprendo i nostri corpi già evidentemente eccitati.

Mi distesi su Simone poggiando i miei grandi seni sul suo viso, quasi a volerlo soffocare.

Mettendo le mani sui miei fianchi, si fece cavalcare penetrando con vigore la mia vagina, e dopo un po’, mentre il suo orgasmo era quasi giunto a termine, mi posizionò a 90 gradi e penetrò il mio ano inondandolo di caldo e salato sperma.

Ero tutta bagnata, gli umori uscivano dalla mia vagina mescolandosi allo sperma che piano piano usciva dal mio ano. Ma non bastò: Simone mi prese i seni, ed iniziò a succhiarli con avidità, dedicandosi ai miei capezzoli che si erano lentamente inturgiditi. Poi, ritornò con la bocca sulla mia passera, prese tra le labbra il clitoride e lo succhiò, stuzzicando l’ingresso della mia vagina: fu allora che notai che il suo pene si era già eretto di nuovo, pronto a penetrarmi, questa volta dall’ingresso principale.

Ero così eccitata che i miei umori fecero da passe-partout, facendolo entrare immediatamente e senza fatica: il suo sesso pulsante continuava a spingere dentro di me, facendomi sentire un forte piacere, che coinvolse ogni muscolo del mio corpo. Mentre gli umori proseguivano a grondare, venni, improvvisamente e fortemente, contraendo la mia vagina fino a indurre anche lui a venire: mi riempì nuovamente di sperma, visibilmente appagato.

Il professore suonò il mio corpo con ogni mezzo e tecnica, mi fece avere un’infinità di orgasmi che resero la sua lezione unica.

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